Favoriti
siti amici
Indymedia - Independent Media Service Emlyn Hughes International Soccer Kick Off World of Soccer Blog
Netsoccer italian kick off 2 association Kick Off 2 SWOS List Kick Off World of Soccer Yoda Soccer Sensible Soccer 2006

Editoria sociale

From Kick Off World of Soccer - wikickoff

L'Editoria sociale è uno strumento che integra funzionalità di Network Sociali, Aggregatori, Social bookmarking e Blog Collettivo in un'unica soluzione. L'editoria sociale ha come scopo quello di selezionare le notizie più interessanti in maniera collettiva. Gli utenti possono segnalare link, scrivere articoli e commentarli, inserire i link tra i propri Bookmark, con possibilità di votare le notizie gradite partecipando attivamente alla linea editoriale del sito che offre il servizio.

I network sociali quindi incontrano gli aggregatori ed i sistemi per filtrare le news: la gestione delle news sociale e collaborativi è ormai realtà. Qualcuno aveva già immaginato tutto ciò non appena i primi personal computer iniziarono a comparire nelle nostre vite.

Agli inizi del 1980 Dave Andrews, uno scrittore indipendente iniziò ad immaginare e approfondire una moltitudine di concetti e idee che oggi, 26 anni dopo, sono prossimi a divenire realtà.

I gruppi in grado di veicolare flussi informativi ( IRGs= Information Routing Groups) di Mr. Andrew nascono spontaneamente come piccoli network sociali in grado di filtrare, selezionare e aggregare in maniera intelligente le news e le informazioni più rilevanti per gli interessi ed obbiettivi delle loro comunità.

La sua visione e le sue idee ben si contrappongono con lo status quo dell’organizzazione e distribuzione dell’informazione attuata dai mass media nel secolo passato. Nel suo pensiero anche le sfortunate conseguenze ecologiche che l’umanità si trova oggi ad affrontare altro non sono che lo spiacevole risultato dell’inefficiente gestione dell’informazione derivata dalle caratteristiche peculiari dei mass media; pertanto, per promuovere una società più partecipativa, risulta di importanza cruciale la promozione di media partecipativi che sfidino, rimpiazzino ed eventualmente portino all’abbandono dei mass media tradizionali. Con la finalità di comprendere a fondo l’intrinseca mancanza di democrazia dei mass media odierni , proviamo ad immaginare un sistema di comunicazione che permetta ed incentivi la collaborazione di tutti. Proprio David Andrews intuì questo teorizzando il concetto di “gruppi veicolatori di informazioni” (IRGs). I suoi scritti preaanunciano l’enorme espansione delle reti di elaboratori elettronici e sono degni di essere ripresi sia nella loro forma originale e con qualche particolare aggiunto.

Dave Andrews immaginò una rete di computer nella quale ognuno di noi è legato a svariati gruppi di interesse, ed ognuno di tali gruppi può essere composto da una mezza dozzina sino a centinaia di persone. Un gruppo di interesse può riguardare di tutto dalla coltivazione delle mele al razzismo. Ogni volta che una persona porta il suo contributo su un argomento, con un breve commento, un’immagine o un corposo lavoro scritto, questo contributo diviene accessibile a tutti coloro che ne fanno parte, e pertanto chi lo riceve può decidere di postarlo verso un altro gruppo del quale fa parte. Andrews chiama ognuno di questi gruppi come IRG (information routing group).

In una rete di IRG, ciascuno è al contempo scrittore ed editore. Tuttavia non è garantita un’informazione di massa. Se un contributo è realmente importante o interessante per coloro che lo ricevono, vi saranno maggiori probabilità che essi lo postino in altri gruppi. In tal modo, uno scritto può essere letto da migliaia sino a milioni di persone.

Ed è proprio ciò che sta accadendo oggi grazie alla nascita spontanea degli IRG creati da delicious, Furl, Digg, Slashdot e le migliaia di altri, grandi o piccoli network sociali intelligenti in grado di filtrare e aggregare news.


Le notizie vengono scritte e diffuse dagli utenti, senza che siano i media tradizionali a selezionarle. È questo il senso dei siti di editoria sociale, dove gli utenti mettono in rete notizie che poi vengono votate dagli utenti che ne decidono il livello di importanza e di interesse. Una forma di democrazia mediatica in cui l’agenda setting, cioè la decisione di quali notizie dare e con quale gerarchia, è stabilita direttamente da chi legge (a proposito di social network leggi anche Web 2.0, voce del verbo condividere). diggita, per esempio, è un sito che raccoglie le segnalazioni di articoli, news, video, podcast comparsi su altri siti, spesso blog. Con un sistema di votazioni ogni utente può far salire o scendere le notizie degli altri e stabilire così una gerarchia dinamica di temi. È un veicolo interessante per far emergere storie che magari sui quotidiani online si perdono, per non parlare di quelle che non ci arrivano nemmeno. Diggita rappresenta una versione italiana dell’americano Digg (e il nome non sembra scelto a caso, visto che il verbo to dig significa scavare), cui somiglia anche graficamente. Esistono altri esempi nostrani di editoria partecipata o, per chiamarla con un nome che sta diventando popolare, citizen journalism, il giornalismo fatto dai cittadini. Su Boomy, per esempio, siamo tutti giornalisti. Basta registrarsi per poter cominciare a proporre articoli sugli argomenti più disparati e vederseli pubblicati automaticamente, a meno che non abbiano contenuti reputati offensivi. La missione del sito, la cui redazione valuta il materiale per argomenti, è quella di realizzare il sogno della totale libertà di stampa agevolando in maniera semplice la circolazione delle idee. E per chi sogna di fare questo mestiere, scrivere su Bloomy può essere un modo per esercitarsi. Gratis, si intende… Anche Cominciaitalia è un giornale fatto dagli utenti. Ogni articolo può essere letto, commentato e votato in positivo o in negativo. I voti ricevuti stabiliscono le sorti di ogni testo, e la sua collocazione all’interno del sito: merita di stare nell’home page o solo nella sezione interna relativa all’argomento trattato? L’elenco è lungo. Ci sono Fainotizia, il sito di giornalismo partecipato di Radio Radicale, LaMiaNotizia, che si definisce un Emotyblog e consente di pubblicare notizie sul sito senza doversi prima registrare, OkNotizie di Alice, che dichiara di seguire l’esempio di Digg. E se in America esistono anche siti di editoria sociale tematici, come Slashdot, che promette “notizie per nerd” dal mondo della tecnologia, anche l’Italia non si fa mancare un sito di “news esplosive dal mondo che verrà”. Con Technotizie anche i nerd italiani trovano pane per i loro denti.

Servizi

Voci correlate

Link



links
offerte speciali
Personal tools
Navigation