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Amiga

From Kick Off World of Soccer - wikickoff

Amiga è una piattaforma informatica ideata nei primi anni '80 e commercializzata da Commodore, azienda in quel momento forte per il successo del C64, a partire dal 1985. I computer Amiga introdussero il concetto di multimedialità per mezzo di speciali chip custom che permettevano all'utenza comune di elaborare grafica, video ed audio a costi irrisori rispetto alle altre piattaforme dell'epoca. Le capacità dei chip custom erano coordinate dal sistema operativo AmigaOS che già in quell'epoca forniva un preemptive multitasking, insieme ad una interfaccia grafica (GUI) a colori e una tecnologia di autoconfigurazione delle periferiche (AutoConfig).


Contents

La nascita di un mito

Erano gli anni '80 e si stava vivendo in pieno l'era dell'home computer, vero e proprio inizio dell'informatizzazione di massa, intesa come forte rapporto utente-computer vissuto all'insegna della ricerca e della continua sorpresa nello scoprire le potenzialità della propria macchina.

Io ho vissuto questi anni irripetibili a bordo dei mio fido C64, macchina delle meraviglie che rappresentavano il meglio che le moderne tecnologie di allora potessero offrire al semplice utente obbista.

In quei tempi tutto era più semplice anche per la vecchia Commodore, alla quale non era chiesto altro se non produrre il suo gioiellino, niente problemi di compatibilità e di velocità.

Il grande C64 si vendeva da solo e spazzare via lo ZX-Spectrum (concorrente del 64) si rivelò solo questione di tempo, la leadership assoluta nel campo dell'home-computing era quindi fermamente nelle mani degli uomini della grande C= (pace all'anima Sua).

A metà degli anni '80 la Commodore venne in possesso della tecnologia Amiga ed iniziò la produzione di quello che sarebbe stato l'erede naturale dell'ormai stanco 64.

Amiga: un computer basato sul chip Motorola 68000 (una potente CPU a 32 Bit), un Sistema Operativo con multitasking preemptive ed un insieme di chip custom appositamente progettati per lasciare a bocca aperta i computerofili (e non) di tutto il mondo.

A dare il via ala leggenda fu il glorioso A1000 seguito a ruota dai più fortunati e conosciuti A500 e A2000, il primo meno espandibile ma più economico mentre il secondo con grandi capacità d'espansione tanto da farlo rimanere, fatte le dovute espansioni, un personal valido anche ai giorni d'oggi.

Amiga fu senza dubbio la prima macchina multimediale, termine oggi usato per lo più a sproposito ma che riesce a malapena a contenere quell'insieme esplosivo messo insieme per la prima volta da quelli della Hi-Toro (azienda da cui mamma Commodore comprò la tecnologia che poi si sarebbe chiamata Amiga).


Il successo...


Con queste potenzialità il nuovo mostro di casa Commodore non tardò a diventare il miglior computer del pianeta, ricordiamo ancora il periodo in cui le software house riuscivano a sfornare qualcosa come una quarantina di nuovi titoli al mese.

L'universo ludico, e non, parlava una sola lingua e gli altri, IBM ed Apple, non potevano fare altro che stare ad ammirare quello che loro non erano riusciti a fare: Amiga, "IL" personal computer.

La maggior attrattiva di Amiga era sicuramente il settore ludico seguito poi da quello multimediale nel quale il prodotto Commodore mostrava una potenza disarmante se confrontata con gli altri computer dell'epoca; nel 1985 gli altri computer si chiamavano Apple Macintosh (ancora relegato al suo display monocromatico), IBM compatibili (che scoprivano allora le schede a 16 colori) e lo sfortunato Atari ST, una sorta di Amiga senza chip custom, che il mercato avrebbe posto nella stessa nicchia, anzi meglio dire in rotta di collisione, con la meraviglia Commodore.

A questo punto mi piacerebbe ricordare i software che hanno fatto grande il nostro amato computer, vere e proprie killer application dell'epoca:

Il primo ad essere menzionato non può non essere il software di disegno Deluxe Paint che fin dalla sua primissima incarnazione univa una potenza, ma soprattutto una facilità d'uso, capace di far vergognare gli utenti degli altri sistemi operativi per il semplice fatto di non avere nulla di simile al capolavoro di Dan Silva. Questo fu probabilmente il software più venduto nella storia del nostro computer, ricordo ancora i pomeriggi passati con LaX per assemblare animazioni e tutti i vari trucchetti per non superare quel limite di 1MB.

Al secondo ricordiamo piacevolmente l'opera dell'inimitabile Dino Dini, quel suo Kick Off che fu sicuramente il più giocato da noi amighisti. Kick Off affascinava per la sua 'pulizia', non esisteva altro che il campo, la palla e i giocatori; quel pallone che non restava ancorato ai piedi e tutte le varie manovre per arpionarlo (le chiamavamo prese a cucchiaio) aumentavano la giocabilità fino a portarla a livelli stratosferici, quei gol all'ultimo secondo, quelle papere dei portieri (clamorosa la volta che uno dei difensori estremi si è assentato dal campo) rischiavano di farci arrivare all'infarto...ma con il sorriso sulle labbra.

In ogni settore ludico c'era poi il software che elevava Amiga un gradino più in alto degli altri: ricordiamo Project X e Blood Money per gli shoot'em up, Super Frog e Turricane per i platform, IK+ per i picchiaduro e così via...


...e i motivi della crisi

Ricerchiamo ora, a diversi anni di distanza, quelli che secondo noi amighisti sono i motivi di quella crisi in cui la Commodore e il suo prodotto sarebbero piombati.

Se avete letto quanto precede, potrete ben immaginare la posizione di predominio di Amiga ma nonostante ciò la Commodore con un paio di "abili" manovre è riuscita a far precipitare Amiga nel baratro in cui tuttora si trova sprofondata.

Ciò che gli utenti, più di tutto, recriminano alla Commodore è stata l'assoluta mancanza di una politica di mercato: L'Amiga è stata brutalmente buttata sul mercato dove, grazie alle sue doti innegabili, si è conquistata una propria nicchia, una volta affermato nel settore ludico il computer avrebbe dovuto cercare di conquistare altri mercati che gli spettavano di diritto, sarebbe bastato dimostrare che ai potenti chip custom era accompagnato quello che allora era secondo noi era il miglior Sistema Operativo (per Personal Computer) del mondo, cioè il Workbench 1.3. Ci piace notare come a quei tempi Windows non era molto "Operativo", diciamo che era un Sistema e basta.

Se, spinti dal ricco settore ludico, si fosse pubblicizzato anche il lato professionale di Amiga probabilmente oggi i ruoli non sarebbero così a favore del Duopolio Microsoft-Intel (Wintel per i...nemici).

L'apertura a questi mercati più verticali avrebbe portato con il minimo sforzo ad un margine di guadagni enormemente maggiore di quello che si è avuto con il solo mercato ludico lasciando per giunta che Amiga si vendesse da solo.

Se la prima causa della crisi erano potenzialità non sfruttate la seconda ma non meno grave è stata che queste potenzialità non sono state aumentate per oltre sei anni, e tale periodo nella scala Informatica è un'eternità capace di colmare qualsiasi gap tecnologico.

Dall'uscita del A500 a quella dell'attuale modello di punta A4000 sono passati circa sei anni, sei anni di non sviluppo durante i quali gli avversari non sono certo stati a girarsi i pollici e il vecchio 68000 si è dovuto confrontare contro i sempre più veloci 286 e 386.

Paradossalmente però l'Amiga resisteva e la vera crisi si fa sentire dopo l'introduzione contemporanea dei nuovi modelli A1200 e A4000 che pur essendo buone macchine in parte deludono.

Valutiamo obbiettivamente le differenze fra un A500 e un A4000:

Primo fra tutti il processore non è più il 68000 ma il ben più veloce 68040, il progresso in effetti è notevole ma la Commodore si è limitata a mettere il nuovo processore su di una scheda progettata molto male e con un accesso alla memoria disastroso che va ad abbattere le prestazioni dello '040 a 25MHz, senza contare il fatto che la Apple già da tempo adottava lo stesso processore con velocità di clock superiori, contemporaneamente facevano la comparsa sul mercato anche i competitivi 486 targati Intel.

Altro motivo di vanto, poi subito ridimensionato, sono i chip-set AGA che stava a significare Advanced Graphics Architecture; sigla molto teorica visto che l'AGA non era altro che l'OCS rispolverato e con qualche registro ampliato (credo che sia stato speso più tempo per scegliere i nomi dei vari chip che per il loro progetto effettivo).La prova su strada delle nuove macchine dimostrava che un WB ad una risoluzione decente come la 640X512 a 256 colori scattava clamorosamente mostrando gli otto bitplane ridisegnati uno alla volta, un vero scandalo per un sistema che fino ad allora aveva fatto dell'efficienza la propria bandiera, subentrava inoltre la vergogna se confrontiamo l'AGA con le veloci schede VGA che sembravano giocherellare con quei 256 colori grazie al loro chunky pixel, decisamente più efficace e semplice da realizzare rispetto al Raster di Amiga.

C'è stata poi l'adozione del 3.0, indubbiamente qui si era lavorato e i frutti erano venuti fuori: il Workbench 3.0 rappresentava un notevole passo avanti rispetto al 1.3 per quanto riguarda solidità ed efficienza.

Per quanto riguarda il computer in generale si era fatto il minimo sindacale cioè: un massimo di 16 MByte di RAM, riconferma del chip Paula per l'audio, Floppy Disk 1.76 MByte di buona qualità, spazio interno organizzato malissimo ma di tutto quello che proprio non è andato giù a molti è stata l'adozione di una interfaccia IDE per l'HD, vero e proprio passo false da parte della grande C= visto che già l' A3000 montava una bella SCSI di serie.

Fatti come l'adozione dell'interfaccia IDE per il modello di punta della propria linea e la vendita dell'A1200 senza HD rivela, da parte delle Commodore, il palese tentativo di risparmiare quei 50-100 dollari in fase di produzione che poi le sarebbero costati invece molto più in fatto di brutte figure. Brutte figure come quelle di vendere l'Amiga 1000 con solo 256K di chip: il computer praticamente non funzionava senza espansione di memoria che portava la memoria grafica a 512K (tipo vendere una macchina con sedili in Optional).

Si preparava uno scenario non felice per il nostro Personal Computer e le prime avvisaglie di pericolo erano sotto agli occhi di tutti, in particolare il peggiore nemico dell'Amiga sembrava essere proprio la Commodore con la sua politica quantomeno avventata.

Il resto è storia recente


A questo punto qualcuno abbandonò l'Amiga e quelli che restarono prima o dopo upgradarono il proprio sistema al A1200 o al più espandibile A4000 a seconda delle proprie esigenze (io e altri amici abbiamo preferito il 4000 per la maggior espandibilità anche se con schede prodotte da terzi il 1200 può diventare quasi un 4000).

La politica suicida della Commodore e la pressione sempre più forte della concorrenza portò ben presto la stessa al fallimento iniziato con la liquidazione volontaria di alcune filiali, da quel momento ebbero inizio gli anni bui.

La tecnologia Amiga fu venduta e separata dal marchio Commodore a 'varie' aziende, non ho nemmeno voglia di ricordarne i nomi perché questi signori non hanno saputo far altro che tenersi buoni noi amighisti con belle parole sul nostro computer ma tutt'oggi a sei anni dal fallimento l'Amiga ufficiale non ha fatto nulla, a loro vanno i nostri complimenti, bravi!

Se l'Amiga International o Amiga Inc. (non ha importanza il nome, sempre fannulloni sono) ancora non ha mosso un dito, per fortuna così non è per le ditte produttrici di espansioni per Amiga che invece hanno dimostrato una vitalità insperata.

Prima fra tutte la Phase5, ditta tedesca che da SOLA ha portato l'Amiga verso il PowerPC (naturale evoluzione del 680X0) con le sue schede BlizzardPPC e CyberStormPPC, veri gioielli di tecnologia che purtroppo costano pure come gioielli, alto prezzo motivato dal fatto che la piccola ditta ha dovuto sopportare spese per il progetto della scheda che contiene il muscoloso RISC e un 680X0 per la compatibilità con il vecchio software e per il Sistema Operativo.

Per quanto guarda la gestione grafica il discorso è analogo: mentre i chip custom prima rappresentavano un vantaggio ora erano più visti come una palla al piede da bypassare, usando schede grafiche tipo quelle per gli IBM compatibili. Le moderne schede GFX Amiga montano infatti chip come l'economico Trio S3 (quello delle SVGA) ma le case produttrici (Phase5 e Village Tronics) dovendo affrontare spese di progetto sfornano hardware molto costoso.

Fortunatamente per quanto riguarda il lato software, dopo un primo abbandono, si assiste ora alla realizzazione di buoni software di moderna concezione (sia ludici che non).

Il settore shareware sembra addirittura non aver risentito per nulla degli anni di profonda crisi, anzi, più vivo che mai sforna continuamente fungendo da gancio di traino per superare questo periodo. La forza dello shareware/PD Amiga dimostra la passione che gli utenti dimostrano per questa macchina delle meraviglie.


Speranze per il futuro


La situazione, ai nostri occhi, è questa: l'Amiga non è sicuramente morta, la linfa vitale è data però purtroppo non da Amiga Inc (detentore del brevetto) ma attivissime ditte esterne, produttrici di espansioni.

La ricerca e lo sviluppo continuano ma come ripetiamo per la terza o quarta volta Amiga Inc. deve prendere decisioni ed AGIRE, ricordiamo che se fosse per loro i nostri Amiga sarebbero stati con 68040@25Mhz e AGA, macchine di potenza palesemente inferiore se paragonate alla concorrenza.

Speriamo ovviamente che AI ci contraddica presto realizzando un nuovo Amiga realmente valido, crediamo che l'utenza risponderebbe molto positivamente, gli utenti di questo Personal sono diventati nel tempo, un qualcosa di unico e mai visto nel panorama informatico mondiale, famosi per la testardaggine e tenacia. L'utente Amiga tipo a differenza dell'utente Windows conosce meglio la propria macchina e comprende meglio l'informatica in generale dimostrando mediamente una apertura mentale superiore. Quanto detto prima sembra una nota autocelebrativa ma è risaputo che gli utenti Amiga e UNIX sono quelli che conoscono maggiormente il proprio Sistema Operativo: un amighista tipo, per esempio, conosce esattamente la funzione di OGNI FILE del sistema operativo, sfido persino Bill Gates a fare lo stesso con la directory "C:/Windows/" del suo HD!



Storia e caratteristiche principali

La progettazione di Amiga, e il suo sistema operativo AmigaOS, risale al 1983, quando la società Hi-Toro iniziò a sviluppare un prototipo di computer denominato Lorraine (dal nome della moglie di uno dei progettisti) e un sistema operativo per coordinarne le potenzialità hardware.

Sebbene nel 1983 molte parti di Lorraine non fossero state ancora realizzate, già a quel tempo Dale Luck e un gruppo di ingegneri si stavano occupando della progettazione del sistema operativo che avrebbe accompagnato la nuova macchina, simulando via software l'hardware non ancora disponibile per mezzo di una workstation Sun. Alla fine del 1983 il sistema operativo offriva già un'interfaccia grafica con finestre e menù: era stata realizzata tutta la gestione grafica (Intuition) progettata e implementata da R. J. Mical; il tutto era controllato da un microkernel (Exec) creato da Carl Sassenrath.

Nel 1984 il progetto Lorraine assieme alla Hi-Toro fu acquistato da Commodore, azienda in quel momento forte per il successo del C64. All'epoca dell'acquisto il sistema operativo era ancora incompleto, pertanto Commodore decise di mettere da parte alcune componenti del progetto CAOS (Commodore Amiga Operating System) e cercò di integrare caratteristiche lontane partendo da quello che Jay Miner e il suo team avevano ideato. Al fine di completare in fretta il progetto, Commodore commissionò a MetaComCo, una società di sviluppatori, l'integrazione di parte del sistema operativo TripOS all'interno del sistema operativo di Lorraine. Da questa integrazione, il cui diretto responsabile fu Tim King, nacque il modulo AmigaDOS.

Il 23 luglio 1985 venne mostrato al mondo l'Amiga 1000, il primo computer derivato dal progetto Lorraine, in un evento che vide la partecipazione tra gli altri di Andy Warhol. Un anno prima Apple aveva presentato il primo Mac (Macintosh 128K, monocromatico, gennaio 1984); nello stesso periodo invece la Microsoft iniziava a proporre il suo MS-DOS su PC IBM compatibili con MDA (Monochrome Display Adapter).

Dopo A1000 sono stati presentati altri modelli con varie caratteristiche, di volta in volta più evolute, e si è passati dall'Amiga 500, l'Amiga 2000 all'Amiga 600 per avere il A1200 il modello Amiga 3000 ed il top della gamma Amiga 4000 che è stato presentato sia in versione desktop che tower.

Anche il S.O. si è aggiornato nel tempo sino ad avere, nel 2001, il 4.0, anche se, ormai, non vi erano più macchine in commercio.

Date le eccezionali caratteristiche per una macchina consumer dell'epoca, Amiga raccolse un notevole seguito tra gli esperti e gli appassionati di informatica. Gli utenti di Amiga, dagli esperti ai principianti, si caratterizzavano e si caratterizzano tuttora per lo spirito di comunità che riuscirono a mantenere viva la piattaforma sino ad oggi.

Notevoli sono state infatti le modifiche proposte da produttori di hardware di terze parti e sostenute dall'aiuto concreto della comunità Amiga. Innovazioni che hanno permesso di aggiornare sistema ai mutevoli standard del mondo dell'IT. In particolar modo, sono state rese disponibili schede acceleratrici con processori PowerPC, schede di espansione slot con bus PCI, schede audio a 16 bit, periferiche USB. Addirittura si è giunti ad introdurre nuovi modelli di computer Amiga a dieci anni dal fallimento di Commodore.

Amiga ha subito innumerevoli vicissitudini legate al fallimento della Commodore prima, Escom e Viscorp poi, per finire nelle mani di Gateway 2000 e all'attuale proprietaria Amiga Inc. Lo sviluppo dell'hardware e del software prosegue ancora, anche se a ritmo estremamente ridotto. La comunità di utenti si è progressivamente rimpicciolita, per ridursi oggi solamente ai cultori di questo sistema.

Le eccezionali (per l'epoca) caratteristiche del software e dell'hardware Amiga, che furono la ragione del suo successo iniziale, sono poi diventate le cause che hanno reso difficile una sua naturale evoluzione: il sistema operativo mancava di protezione della memoria, fatto che portava a blocchi del sistema quando alcuni programmi, evidentemente scritti male, si appropriavano di memoria senza restituirla, rendendo difficile la successiva introduzione della stessa, in quanto i programmatori si erano ormai abituati a farne a meno.

Le grandi capacità grafiche e sonore derivavano da chipset specializzati proprietari non facilmente aggiornabili, mentre i PC poterono contare su un numero sempre più elevato di potenti schede grafiche, grazie alla forte concorrenza fra i produttori di schede video, stimolati perciò a migliorare le prestazioni dei propri prodotti.

Innovazioni concettuali e caratteristiche peculiari

L'Amiga è stata la macchina che ha reso concreto il concetto di multimedia.

Grazie ad essa sono nate alcune innovazioni oggi assai comuni come il puntatore del mouse animato, icone animate, oggetti file format IFF standardizzati (Interchange File Format) e molto altro. Alcune delle possibilità di manipolare file, che oggi riteniamo scontate sono nate su Amiga. Valga un esempio per tutti: gli oggetti multimediali (file audio) incorporati all'interno di un file documento.

Sono stati realizzati per Amiga alcuni dei primi programmi di Authoring (Amiga Vision), e i primi linguaggi di animazione interpretati (The Director).

Sono nati in ambiente Amiga i primi programmi di modellazione e animazione di scene tridimensionali disponibili al grande pubblico a costi contenuti, quali: VistaPro, Imagine, Caligari Truespace 3D, Lightwave 3D, Maxon Cinema 4D. Resi disponibili su altre piattaforme, questi programmi hanno ottenuto un notevole successo e rivoluzionato il modo di fare grafica 3D, sia per uso hobbystico che per motivi professionali.

Notevole la disponibilità di programmi per la videotitolazione, cui, fra tutti emerge Scala, divenuto poi programma di Authoring multimediale col nome di Scala Multimedia e reso disponibile anche nel mondo PC.

Tutt'oggi riconosciuta è la semplicità d'uso di alcuni programmi di grafica quali DeLuxe Paint che permetteva caratteristiche di tutto rilievo, quali il ritaglio di parti dell'immagine da usare come pennello brush (effetto timbrino di Adobe Photoshop) senza però dover ricorrere necessariamente alla copia in clipboard o aver bisogno di alpha channel.

L'architettura dei programmi Amiga fu presa ad esempio da molte software house: ad esempio, il programma sequencer e editing audio Bars and Pipes fu acquistato dalla Microsoft la quale utilizzò alcuni concetti presenti in questo programma per la progettazione della componente audio di DirectX.

Da notare, per il suo interesse artistico, culturale e tecnico (ingegneria di tecniche di programmazione estreme) lo sviluppo della demoscene, già esistente per altri computer, ma che trovò in Amiga la piattaforma di riferimento assoluto, in quanto la comunità demoscene Amiga fu favorita dalle caratteristiche grafiche e sonore intrinseche dell'hardware e in particolare del Blitter, che apparve per la prima volta proprio su Amiga ed è oggi utilizzato nelle attuali schede grafiche.

Meritevole d'attenzione è la tastiera, simile a una comune tastiera PC a 101 tasti, con alcune sottili differenze: la ripetizione continua del carattere (ottenuta tenendo premuto a lungo il tasto corrispondente) non è gestita dal BIOS, ma dal sistema operativo risultando perciò sincronizzata con la stampa a video e consentendo all'utente un'esperienza d'uso più interessante, specie se si pensa che i PC all'epoca consentivano al massimo trenta ripetizioni al secondo. Il layout della tastiera si distingueva sia per la presenza degli speciali tasti "Amiga" nelle posizioni in cui attualmente si trovano i tasti "Windows" e dei tasti "Help" e "Del" in luogo dei tasti "PagSu", "PagGiù", "Home", "Fine", "Ins" e "Del", sia per l'assenza dei tasti "Stamp", "BlocS", "Pausa" e dei tasti funzione 11 e 12.

Una delle più importanti caratteristiche di Amiga è stata quella di poter definire ogni periferica, device, o partizione con un nome-dispositivo univoco a sé stante e di farne il mounting per usi interni, in maniera totalmente indipendente, sin dal 1987 grazie alla tecnologia AutoConfig. Peculiarità che su altri sistemi è apparsa solo nella seconda metà degli anni novanta sotto il nome di Plug and Play.

Amiga era, negli anni '90, una delle pochissime piattaforme a poter riconoscere l'intera rete Internet come una comune periferica o come un "qualsiasi altro" disco rigido.


Gli effetti grafici del Copper e la semplicità con cui era possibile utilizzare un Genlock per poter effettuare editing video su segnali televisivi in tempo reale sono tuttora ineguagliate: molte reti televisive possiedono ancora un Amiga, acquistato molto tempo fa, per le loro necessità grafiche.

Amiga al giorno d'oggi

Oggi Amiga sta affrontando una lenta rinascita grazie all'impegno di Amiga Inc/KMOS, le aziende che attualmente detengono i diritti sulla piattaforma, le quali hanno concesso in licenza alla casa produttrice Eyetech la fabbricazione delle schede madri AmigaONE basate sull'architettura PowerPC, ed alla software house Hyperion lo sviluppo di una nuova versione del sistema operativo AmigaOS.

Oltre all'iniziativa di KMOS/Amiga Inc, occorre ricordare che:

  • dal 2002 l'azienda Genesi produce e distribuisce Pegasos, una propria piattaforma ad architettura PowerPC predisposta per l'esecuzione di MorphOS, una reimplementazione non ufficiale di AmigaOS, oltre a svariate distribuzioni GNU/Linux e altri sistemi oprativi.
  • dalla fine del secolo scorso, un gruppo di appassionati di Amiga ha deciso di reimplementare AmigaOS sull'architettura Intel, dando origine al progetto open source AROS.


Emulazione Amiga

L'emulazione Amiga è da sempre statra una delle sfide più ardue nella comunità degli sviluppatoori di Emulatori. A tutt'ora abbiamo uno dei migliori emulatori mai realizzati per un computer: WinUAE che emula perfettamente qualsiasi Amiga su Windows.

Altri emulatori sono E-UAE per sistemi Linux e MAC OSX, inoltre esiste un'emulatore alternativo per Windows: WinFellow che fu in competizione con WinUAE agli arbori dell'emulazione Amiga mentre ora lo sviluppo è molto rallentato.

I Chip Custom Amiga

L'architettura base su cui poggiava la piattaforma Amiga degli anni '80 e dei primi anni '90 era di tipo proprietario e faceva capo ad una CPU di tipo Motorola 68000. La CPU era supportata da un insieme di chip custom che all'epoca offrivano delle capacità grafiche e sonore uguagliate dalla concorrenza solo nella seconda metà degli anni '90 e rappresentavano una soluzione piuttosto economica rispetto alle architetture rivali dell'epoca. La tradizione Amiga prevedeva inoltre che ogni chip dei chipset venisse chiamato con un nome proprio umano generalmente di donna. Le macchine Amiga dotate di quest'architettura vengono oggi definite "Amiga Classic". Esistono tre generazioni di Amiga Classic, ciascuna delle quali è caratterizzata da un diverso insieme di chip custom, più precisamente si hanno:

OCS, ECS ed AGA elaborando i dati riguardanti l'audio e la grafica, lavoravano in totale modalità DMA (Direct Memory Access), lasciando così la CPU libera di elaborare altri dati. I chipset gestivano inoltre una particolare modalità grafica chiamata Hold And Modify (HAM), con cui era possibile visualizzare contemporaneamente tutti i colori che i chipset riuscivano a gestire offrendo così risoluzioni fino a 12bit (OCS/ECS) e 24bit (AGA). I chipset erano in grado di interfacciarsi sia alla TV di casa sia ai monitor e rendevano gli Amiga Classic una piattaforma adatta a diverse esigenze dell'utente.

Da segnalare infine che nel 1989 la Commodore stava lavorando ad un nuovo chipset che avrebbe accompagnato la successiva generazione di Amiga Classic, denominato Advanced Amiga Architecture (AAA). Tuttavia il progetto fu abbandonato nel 1993, anno in cui iniziarono dei timidi lavori per un AmigaOS indipendente dai chip custom di difficile e costoso aggiornamento.

Original Chip Set

L'OCS era composto da 3 chip custom: Denise, Agnus e Paula. Tutti i chip erano prodotti da MOS Technology.

  • Denise: era il chip responsabile di generare il segnale video (15KHz). I dati gli erano forniti da Agnus via DMA. Conteneva una palette di 32 colori da 4096, eccezionale per l'epoca. Disponeva di una modalità a bassa risoluzione (320x256) ed una ad alta risoluzione (640x256). Gestiva nativamente l'interlacciamento per arrivare fino a 320x512 o 640x512. Le temporizzazioni video erano parzialmente programmabili e si poteva dunque ottenere risoluzioni prive di bordi (overscan). Denise poteva segnalare sul connettore video se stava visualizzando il colore di background o meno. Questo permetteva di realizzare dei genlock in chroma key economici. Interlacciamento, overscan e genlock resero Amiga la macchina di riferimento per le produzioni video a basso costo. L'organizzazione della memoria grafica era basata sul concetto di bitplane (per certi versi opposto a quello di chunky). Questa organizzazione permetteva di risparmiare preziosa RAM (preziosa al punto che A1000 uscì con soli 256KB di RAM). Il risparmio derivava dal fatto che si poteva scegliere di usare solo il numero di bitplane (da 1 a 6) strettamente necessari.
    • Esistevano modalità video a palette da 2 colori (1 bitplane) fino a 32 colori (5 bitplane).
    • La modalità EHB (Extra Half Brite) utilizzava 6 bitplanes e aggirava il limite della palette a 32 valori utilizzando il sesto bit per ottenere una versione a luminosità dimezzata del colore. Curiosità: questa modalià non era presente nei primi A1000.
    • La modalità DP (Dual Playfield) utilizzava 3+3 bitplanes per realizzare 2 piani sovrapposti a 8 colori capaci di scorrere indipendentemente uno dall'altro. Questà modalità era la chiave per ottenere lo scrolling parallattico, effetto speciale che decretò la superiorità di Amiga sul suo rivale Atari ST.
    • La modalità video che però rese famoso Amiga fu quella HAM (Hold And Modify) con cui era possibile visualizzare fino a 4096 colori sullo schermo. Questa modalità utilizzava solo 6 bitplanes invece dei 12 teoricamente necessari. Questo era possibile perché era una codifica differenziale in cui ogni pixel poteva differire dal precedente solo per una componente cromatica (RGB).
    • Erano supportati fino 8 sprite per linea. Gli sprites erano larghi 16 pixel con 4 colori dalla palette. Si poteva fare attach di due sprite per ottenerne uno a 16 colori. In hardware erano rilevate eventuali collisioni tra sprite e playfields. Utilizzando tutti gli sprite il fetch dei dati video non poteva iniziare troppo presto e dunque il bordo sinistro dello schermo doveva restare molto largo. All'epoca il sottosistema sprite era già obsoleto ed infatti venne utilizzato pochissimo nei videogiochi che invece fecero largo uso del Blitter.
  • Agnus: era il responsabile dei 25 canali DMA a disposizione della macchina e del refresh della DRAM (detta Chip ram). Agnus conteneva:
    • Copper: era un processore dotato di 3 istruzioni (MOVE, WAIT, SKIP). Permetteva di cambiare i registri hardware in sincronia con il pennello video, liberando la CPU da questo onere. Questa tecnica permetteva ad esempio di cambiare modalità video nel mezzo dello schermo, visualizzare più colori e più sprites. AmigaOS traeva vantaggio del Copper per implementare il concetto di "Schermo". Il Copper non era una novità, Jay Miner aveva già realizzato qualcosa di molto simile sugli Atari a 8 bit con le display list di ANTIC. Per capire le capacità del Copper e la flessibilità dell'hardware si consideri che in un gioco (Battle Squadron) gli sprite invece di essere "alimentati" dal DMA, come d'uso, venivano alimentati dal Copper arrivando a creare dei nuovi sprites a 2 colori e più di 8 sprites per linea.
    • Blitter: anche questa fu una rivoluzione, prima di Amiga solo alcune costose workstation grafiche disponevano di Blitters. Era un coprocessore che implementava alcune primitive grafiche in hardware. Elaborando un bitplane alla volta poteva combinare tre zone rettangolari (A, B e C) copiandole in una quarta zona rettangolare (D). I cosidetti BLOB (BLitter OBject)) erano oggetti grafici mobili realizzati avendo come A e D il frame buffer, come B l'immagine del BLOB e come C la maschera del BLOB. Il Blitter implementava un'altra primitiva grafica: il disegno di una linea, durante il disegno di essa poteva effettuare anche un fill.
  • Paula: integrava una porta seriale, gli ADC delle porte joystick, il codec MFM per il floppy drive ma sopratutto l'audio. Forniva 4 DAC PCM 8bit, 2 sul canale destro, 2 sul sinistro. Ogni canale aveva un volume a 6bit ed un controllo di periodo. Un canale poteva modulare l'altro in periodo o volume (da cui 8+6 = 14bit). I campioni audio potevano essere forniti via DMA o via CPU. Con il DMA la frequenza di campionamento, relata alle temporizzazoni video, era programmabile fino a circa 29Khz. Era possibile applicare un filtro passa basso sull'uscita audio. I 4 canali audio vennero col tempo ritenuti insufficienti e si svilupparono mixer software (trackers) capaci di spingere Paula ai suoi limiti. Alcuni mixer software erano abbastanza efficienti da essere utilizzati nei videogames. Dunque una hardware audio di tutto rispetto, tuttavia la mancanza di una economica porta MIDI integrata fece preferire gli Atari ST ai musicisti.

Erano presenti anche due chip CIA (Complex Interface Adapter), responsabili insieme a Paula delle varie operazioni di I/O che coinvolgevano i floppy drive, la porta seriale, la parallela, la porta del joystick e quella del mouse. I chip in questione erano dei MOS 8520 a 8 bit, evoluzione dei MOS 6526 usati nel Commodore 64.

I 3 chip potevano accedere esclusivamente ad una parte della RAM cosidetta appunto Chip Ram, che però rimaneva comunque disponibile anche alla CPU. Essa consisteva in 256 o 512KB di DRAM su bus a 16bit e girava alla stessa frequenza del 68000 e dell'OCS. Il 68000 per sua natura accedeva al bus solo nei cicli pari e dunque OCS aveva per se tutti i cicli dispari. Questo trucco permetteva di risparmiare ma non era privo di problemi. Quando si sceglievano modalità video con più di 4 bitplanes in bassa risoluzione (o 2 bitplanes in alta risoluzione) allora OCS iniziava ad accedere al bus anche durante i cicli pari rallentando il 68000. Questo era il motivo per cui il Workbench utilizzava di default solo 4 colori, quando se ne utilizzavano di più le prestazioni della CPU calavano drasticamente. La CPU aveva a disposizione anche la cosidetta Fast Ram. Essa era posta su di un altro bus a 16 bit su cui il 68000 girava a piena velocità essendo privo di contese. Sugli A500 era disponibile una baia d'espansione, la RAM qui installabile veniva detta Slow Fast Ram perché inacessibile ai chip custom e tuttavia soggetta a contese. I 3 chip dialogavano fra di loro e con la CPU tramite un BUS a 24 bit.

Enhanced Chip Set

Introdotto su A3000 venne poi esteso a tutta la gamma. Il chipset ECS era fondamentalmente l'Original Chip Set con alcune migliorie.

  • SuperDenise, successore di Denise, introdusse la super alta risoluzione (fino 1280 pixel per linea) e la capacità di generare segnali video non interlacciati fino a 31 Khz, quindi adatti ai riposanti monitor multiscan. Un effetto collaterale del raddoppio delle frequenze video era il raddoppio della frequenza massima di campionamento di Paula.
  • FatAgnus, successore di Agnus, riusciva a controllare fino al doppio di chip Ram (2MB) rispetto al predecessore.

Altri chips "minori" comparsero o vennero aggiornati. Il nuovo chip custom Buster, chiamato SuperBuster, e il nuovo chip custom Gary, chiamato FatGary, supportavano i nuovi slot per espansioni di tipo Zorro III a 32bit ed i nuovi bus a 32bit;. Solo su Amiga3000, il chip custom chiamato Amber consentiva di visualizzare anche le modalità video originali (pensate per l'uso con i televisori) sui monitor VGA, incapaci di agganciare frequenze molto basse ottenendo dunque un flicker fixer, un componente hardware in grado di portare a 31Khz tutti i modi video Amiga. Infine con il modello Amiga600 fece il suo ingresso il chip custom Gayle che gestiva il controller IDE di questa macchina.

Advanced Graphical Architecture

Il chipset AGA presentava, al posto dei chip FatAgnus e SuperDenise, i nuovi chip Alice e Lisa.

  • Alice: si distingueva pochissimo da FatAgnus e forniva esigui miglioramenti rispetto al suo predecessore
  • Lisa: gestiva 256 colori simultanei da una palette di 24bit in tutte le risoluzioni disponibili. Inoltre in ogni risoluzione video poteva essere utilizzato HAM8 che consentiva una profondità colore di 24 bit. Lisa offriva tre classi di risoluzioni: bassa risoluzione, alta risoluzione e super alta risoluzione. Tutte le risoluzioni potevano essere visualizzate sia in modalità 15Khz (supportata dai televisori), sia in modalità 31Khz (il minimo per i monitor).

Amiga4000 includeva inoltre i chip custom Bridgette (nient'altro che un bus buffer integrato) e Gayle che fungeva da controller IDE. L'Amiga1200 presentava inoltre il chip custom Budgie, con funzione di bus controller e il chip custom Gayle. AmigaCD32 montava uno speciale chip custom chiamato Akiko deputato alla conversione hardware tra grafica bitplane e grafica chunky.

Cenni sulla CPU Motorola 68000

La CPU di Amiga era un processore Motorola 68000 clocckato a 7,16 MHz. La frequenza si alzava leggermente nei modelli europei con grafica PAL a 7,25 MHz per non generare effetti di disturbo di natura elettrica sullo schermo video. Il set di istruzioni interne è di tipo CISC. Per motivi di economicità Motorola aveva creato un proessore ibrido a 16/32 bit (vedi la voce Motorola 68000). Il modello 68000 aveva cioé un accesso a 16bit alla memoria, anche se poi questa memoria era indirizzata a 24 bit, e "ragionava" a 32bit nei registri interni. I manuali di Amiga segnalavano chiaramente questo fatto e i programmatori distinguevano fra parole o "word" di 16 bit e "long word" a 32 bit. Per questo motivo Amiga non si può definire né un semplice sistema a 16 bit, come molti credono, né un vero sistema a 32 bit. E'però già l'antesignano dei sistemi a 32 bit, da cui la semplicità di aggiornamento del sistema e del SO sui nuovi modelli di computer a 32 bit.

Modelli e varianti

I modelli di computer Amiga prodotti e le relative varianti:

  • Chipset originale (OCS)
    • Amiga 1000
    • Amiga 500
    • Amiga 2000
      • Amiga 2500/20 (scheda acceleratrice A2620 integrata)
      • Amiga 2500/30 (scheda acceleratrice A2630 integrata)
      • Amiga 2500/UX (scheda acceleratrice A2620/A2630 e UNIX preinstallato. Il primo Unix ad uscire nel mercato con interfaccia grafica X Windows di serie)
      • Amiga 1500 (privo di disco fisso ma con un lettore floppy aggiuntivo)
    • CDTV SetTop Box multimediale basato su CD (Commodore Dinamical Total Vision)
  • Enhanced Chipset (ECS)
    • Amiga 500+
    • Amiga 600
      • Amiga 600HD (disco fisso integrato)
    • Amiga 3000
      • Amiga 3000T (versione in case tower)
      • Amiga 3000UX (UNIX preinstallato)
  • Advanced Graphical Architecture (AGA)
    • Amiga 1200
      • Amiga 1200HD (disco fisso integrato)
    • Amiga 4000
      • Amiga 4000T (versione in case tower)
    • CD32 (la prima console a 32 bit ad impiegare i compact disc)
  • AmigaONE
    • AmigaOne G3-SE
    • AmigaOne XE
      • AmigaOne G3-XE
      • AmigaOne G4-XE
    • microA1-C
    • microA1-I

Cloni

Amiga ha visto relativamente pochi cloni attorno a sé, a causa delle politiche restrittive di Commodore. Di seguito si indicano i cloni che hanno effettivamente visto la luce:

  • Eagle
    • 4000T e 4000TE (prodotti su licenza, stessa motherboard dell'Amiga 4000, ma case stilisticamente differente)
  • Macrosystems
    • Casablanca (le prime versioni impiegavano AmigaOS su hardware proprietario compatibile)
    • DraCo (primo vero clone degli Amiga. Non usava custom chip, ma comuni schede video)
    • DraCo Vision (si differenzia dal Draco per il particolare case cubico)

Emulatori Amiga

Voci correlate

Download

i seguenti file sono scaricabili con un'applicazione BitTorrent: per PC Windows è consigliato l'uso di µTorrent; per Mac OS X, Linux e tutti gli altri sistemi operativi è consigliato Azureus

Catalogo completo

Qui di seguito i 3 link per scaricare tutto l'archivio completo compresso di quanto sia stato pubblicato per tutti gli Amiga, comprendente tutti i giochi, tutti i software pubblicati su floppy disk per Amiga 500, Amiga 1000, Amiga 2000, Amiga 1200 e Amiga 4000.

Collegamenti esterni

Link italiani

  • Forum italiano su Amiga ed emulazione - Il forum ufficiale degli appassionati di Amiga e di emulazione, con recensioni, discussioni, richieste, consigli sul vasto mondo del retrogames e dei Commodore del passato.
  • WinUAE - Sito ufficiale
  • Amiga Forever - Pacchetto completo di emulazione con licenze ufficiali Amiga
  • Gruppo Italiano KOW - Gruppo di condivisione dedicato a tutti gli emulatori Amiga del passato. Tutto il software per emulare i classici Amiga su ogni Sistema Operativo e su ogni console.

Lingua inglese

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